Impianti dentali FAQs

Dental Implants

Gli impianti dentali sono strutture composte da tre unità che consistono nella corona, nella radice di titanio e nell’abutment che li lega. L’unità è progettata principalmente in sostituzione delle radici perdute e viene inserita nella zona scelta attraverso una procedura chirurgica minimamente invasiva che assicura l’installazione della struttura nella mandibola. L’installazione dell’abutment, e conseguentemente della corona, si esegue dopo che l’osso si sarà fuso completamente con la radice impiantata. Talvolta viene installata una corona temporanea fino alla fusione. La corona permanente può venir installata solo dopo la fusione fra osso e radice, però. Questa corona sarà composta di una gamma versatile di materiali. Parla col tuo dentista per scoprire quale di questi è adatto al tuo budget.

Gli impianti dentali richiederanno la decisione collettiva e finale del chirurgo maxillofacciale, del parodontista e del protesista. Solitamente il chirurgo maxillofacciale valuta le condizioni di bocca, mascella e faccia. Il parodontista esamina le strutture di sostegno dei denti, quindi gengive e ossa. Infine il protesista eseguirà la procedura di progettazione e installazione degli impianti. Il processo di valutazione degli impianti vede coinvolte tre categorie principali: 1 – Una valutazione comprensiva dei denti: ovvero i raggi X e il 3D imaging, così come calchi e modelli dei denti e della mascella. 2 – Un’anamnesi accurata: il dottore vorrà conoscere i complessi dettagli del tuo passato medico. Si tratta di informazioni da non nascondere mai al proprio dentista. Sii chiaro/a sulle condizioni mediche di cui soffri e su da quanto tempo ne soffri e sugli eventuali farmaci che assumi, che siano da banco o acquistati tramite prescrizione. I pazienti soggetti a problemi cardiaci e che presentino impianti ortopedici di solito devono assumere antibiotici prima di iniziare la procedura, per eliminare il rischio di infezione. 3 – Un piano di trattamento. Il piano è costruito su misura sulle esigenze e le condizioni di ogni singolo paziente. Il tuo medico ti esporrà le opzioni a te disponibili, ti dirà quanti denti andranno sostituiti, il materiale della corona e le opzioni inerenti ai sedativi e all’anestetico.

Solitamente un’unità sostituisce un dente. Sulla base del numero di spazi vuoti e della loro adiacenza, un paziente può aver bisogno di meno impianti di quanti sono gli spazi. Per esempio, un paziente con tre buchi consecutivi potrebbe aver bisogno di due soli impianti e di tre corone. I due impianti vengono installati alle due estremità e un ponte di corone vi viene apposto sopra. Questo metodo fornisce il supporto equivalente degli impianti singoli ma a un prezzo minore.

Gli impianti dentali sono procedure elementari: in sostanza la parte chirurgica sola può durare dai quindici ai venti minuti. Ovviamente la durata del tutto varia da caso a caso, e dipende da eventuali complicazioni che possono sorgere nel processo. Detto ciò, la procedura viene eseguita in anestesia locale. A parte la puntura dell’iniezione, non si dovrebbe sentire alcun dolore. Che tu abbia familiarità con l’anestesia dentale o meno, non c’è di che preoccuparsi. La zona in questione si intorpidirà e non si sentiranno né dolore né fastidi. L’intorpidimento riguarda però solo il dolore; i pazienti percepiranno la pressione applicata e i movimenti delle mani del dentista, così come la vibrazione del trapano. Nei casi complessi che richiedono più impianti, i dentisti potrebbero optare per dei sedativi al posto dell’anestesia locale. L’effetto del sedativo è completamente diverso, in quanto ha un impatto su tutto il corpo del paziente, che proverà serenità e tranquillità. Dopo la sedazione i pazienti spesso non ricordano la procedura: una misura quindi ideale per chi soffre di fobie legate al dentista. Il disagio e il dolore postoperatori vengono fatti scemare tramite l’uso di antidolorifici da banco e ghiaccio. È fondamentale che i pazienti si rivolgano a dentisti esperti, per garantirsi una procedura sicura priva di disagi e complicazioni.

Cominciamo col dire che il trapianto osseo dentale è il procedimento che mira a sostituire o fortificare l’osso tramite trapianto dello stesso nelle zone in questione. Le ossa solitamente sono in grado di rigenerarsi da sole, ma spesso il trapianto si rivela necessario quando la mandibola non è intatta o non possiede la forza necessaria a sostenere e fondersi con l’impianto dentale. Tramite impalcatura della mandibola, il tessuto rigeneratosi possiede forza maggiore. Questi trapianti solitamente devono venir sostituiti qualche mese dopo, mentre al di sopra di essi l’osso naturale guarisce. Per quanto riguarda la seconda domanda, la necessarietà degli impianti dipende dalla forza della tua mandibola. La masticazione e altre solite attività orali esercitano della forza sull’osso, e se questo non è abbastanza forte da gestire la pressione la procedura si rivelerà quasi sempre una perdita di tempo e, per te, anche di denaro. Il trapianto è necessario solo se non hai solide fondamenta su cui l’impianto possa reggersi. Per il trapianto mirato alla ricostruzione della mandibola vengono usati diversi materiali. L’autotrapianto per esempio utilizza il tessuto osseo del paziente per la ricostruzione. Un’alternativa popolare consiste nel trapianto di osso sintetico, materiale che imita la struttura ossea per migliorare la circolazione nella zona e stimolare la crescita. Il materiale si deteriorerà nel giro di qualche mese per esser poi sostituito da tessuto osseo nuovo. Per alcuni pazienti il trapianto sarà necessario in forma minima, e potrà essere eseguito lo stesso giorno dell’installazione chirurgica dell’impianto.

Gli impianti dentali vanno curati come i denti naturali. Lavali due volte al giorno, passaci il filo interdentale e usa acqua salina per sciacquare la bocca.

È rarissimo che gli impianti cadano. Nella maggior parte dei casi la procedura ha successo. Possono cadere se l’osso e la radice di titanio non si sono fusi completamente; in questo caso l’impianto viene rimosso e il paziente può ritentare la procedura dopo tre mesi. È meglio evitare di fumare e bere alcolici, o tenerne il consumo al minimo, per non minare la procedura di fusione.

La mandibola viene trapanata e all’interno di essa viene installato l’impianto. Il passaggio successivo, quello dell’installazione dell’abutment, viene rimandato a quando osso e impianto si saranno fusi insieme. Per questa fase spesso ci vogliono dalle otto alle dieci settimane.

Alcuni impianti hanno già l’abutment. Nella maggior parte dei casi però si preferisce evitare la sporgenza della struttura dell’abutment, quindi si opta per degli impianti che ne siano privi. L’installazione dell’abutment consiste in un’operazione chirurgica che vede l’apertura della gengiva per esporre l’impianto sottostante. Il procedimento viene eseguito in anestesia locale in ambulatorio. Esposto l’impianto, questo collegamento viene attaccato alla radice di titanio e la gengiva vi viene chiusa attorno senza coprirlo. Alle gengive ci vorranno almeno due settimane per guarire, dopo l’installazione dell’abutment.

Devi aspettarti un po’ di gonfiore di viso e gengive. Potrebbero apparire lievi lividi. Bisogna aspettarsi dolore e un po’ di sanguinamento. Il tuo dentista ti darà tutte le informazioni necessarie volte a facilitare la guarigione e ad attenuare i disagi.

Guarita la gengiva, nella visita seguente verrà preso il calco della bocca per eseguire le giuste misurazioni del dente. La corona può essere composta da una gamma versatile di materiali; parla col tuo dentista delle opzioni per te disponibili, anche in termini finanziari.

Per sostituire un dente perso, esiste l’opzione degli impianti dentali. Si tratta di strutture composte da tre unità: radice, abutment e corona. A differenza delle protesi dentarie, l’impianto viene assicurato bene a una radice di titanio radicata nell’osso della mandibola. L’impianto solitamente migliora la circolazione nella mandibola, perché applica della pressione nella zona: si tratta quindi dell’unica protesi dentaria che evita l’erosione dell’osso. L’abutment collega invece la corona alla radice. A differenza della radice, la corona non è composta da un materiale standard. Esiste un’ampia gamma di materiali utilizzabili, ciascuno con caratteristiche specifiche. Parla delle opzioni disponibili col tuo dentista per vedere quali sono le migliori per te e il tuo budget. Gli impianti dentali non vengono installati come unica unità fin dall’inizio. Il procedimento è costituito da tre passaggi principali. 1 – Installazione della radice, preceduta o meno dal trapianto osseo dentale, che si rivela necessario se il dentista ritiene che la mandibola non sia abbastanza forte da sostenere la struttura dell’impianto. La forza dell’osso è un fattore determinante per il successo dell’operazione. Se risulta fragile, viene inserito un pezzo di osso, o del paziente o sintetico, come impalcatura della mandibola. Nel giro di un mese l’osso rompe il materiale impiantato e cresce al di sopra del trapianto, aumentando la propria forza. Allora viene installato l’impianto, tramite un’operazione chirurgica della durata di quindici o venti minuti condotta in anestesia locale. Il passaggio successivo viene posticipato fino alla fusione dell’osso con la radice di titanio: ci vorranno dalle otto alle dieci settimane. 2 – Installazione dell’abutment, quando l’osso si è completamente fuso con la radice. Viene incisa la gengiva, sulla superficie, per esporre la superficie della radice, alla quale viene assicurata la parte dell’abutment; poi la gengiva vi viene richiusa attorno, ma non al di sopra. Il periodo di guarigione dura più o meno due settimane. 3 – Installazione della corona. Guarita la gengiva, può essere installata in tutta sicurezza la corona. Il procedimento è suddiviso in due sessioni. Nella prima il dentista prenderà il calco della bocca e dello spazio, che invierà a un laboratorio esterno che costruirà la corona. Nella seconda visita verrà installata la corona, assicurandola all’abutment.

Gli impianti dentali hanno un’aspettativa di vita che va dai cinque ai quindici anni. I fattori che ne influenzano la longevità includono le pratiche di igiene orale, le abitudini alimentari e il materiale della corona.

I denti deformati, scolorati o scheggiati non sono necessariamente da estrarre, finché la radice è intatta e sana. Alcune opzioni includono le faccette e le corone dentali. Queste ultime ricoprono il dente interamente, dandogli forza, tenendolo integro e nascondendo il difetto estetico. Possono essere installate su qualsiasi dente, a prescindere dal posto che occupa in bocca. Le faccette, invece, non ricoprono completamente il dente. Sono delle specie di capsule che ne ricoprono la parte anteriore, e proprio per questo di solito vengono utilizzate solo sui denti anteriori.

La durata di vita media delle faccette può arrivare anche a cinque o dieci anni, con la cura appropriata. Queste capsule non sono intrinsecamente indistruttibili, e devono essere curate perché mantengano la propria composizione. Le corone hanno una durata di vita che va dai cinque ai quindici anni. Lo ripetiamo: con una buona igiene orale ed evitando l’utilizzo dei denti come apribottiglie, la durata di vita delle corone e delle faccette aumenta.

Le infezioni alle radici di solito vengono curate tramite canalizzazione della stessa. Si tratta di una procedura chirurgica che vede la trapanatura del dente fino alla radice infetta e poi l’aspirazione delle parti infette. La radice viene poi sigillata con la guttaperca per evitare che i batteri vi penetrino di nuovo. Detto ciò, quel che rimane della radice dipende interamente dalla profondità e dall’estensione dell’infezione. La corona viene ripristinata con una corona tipica. In caso di estrazione della radice, il tuo dentista ti parlerà delle opzioni di ripristino disponibili nel tuo caso.

L’operazione di ricostruzione della mandibola non è sempre necessaria. In alcuni casi il riallineamento della mandibola può essere sistemato tramite l’ortodonzia. La chirurgia è quasi sempre l’ultima spiaggia: si rivela necessaria nei casi estremi o quando non è possibile ottenere un giusto allineamento con gli apparecchi.

La durata del trattamento varia da individuo a individuo a seconda della gravità del disallineamento. Di solito il periodo più breve è di sei mesi e quello più lungo di trenta.

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