Trapianto di Capelli FAQ

Trapianto di Capelli

Dato che i trapianti prevedono la rilocalizzazione di innesti geneticamente resistenti alla caduta del capello nel cuoio capelluto calvo, l’alopecia dev’essere caratterizzata da prevedibilità, stabilità e sufficienti regioni donatrici. La prevedibilità fa sì che i chirurghi possano individuare le unità follicolari stabili, ed è la prima ragione per cui l’alopecia androgenetica maschile è per lo più reversibile coi trapianti, a differenza della calvizie a chiazze femminile. Il secondo punto, la stabilità, prevede che le unità follicolari siano stabili; nell’alopecia areata la caduta dei capelli avviene secondo schemi a macchie, e nessuna radice è resistente alla caduta del capello né stabile nella crescita. L’ultimo fattore consiste in una quantità sufficiente di regioni donatrici da cui estrarre gli innesti; nell’alopecia universalis e in quella totalis queste regioni sono del tutto svuotate – perciò i pazienti affetti da queste tristi condizioni non risulteranno idonei al trapianto.

Nei trapianti le unità follicolari vengono estratte da regioni caratterizzate dalla crescita dei capelli per esser poi trapiantate nelle zone dove i capelli cadono. Il processo per certi versi è traumatico per le unità follicolari, ma in qualche giorno gli innesti si saranno ricollegati alla fornitura diretta di sangue e avranno cominciato a fondersi col tessuto circostante della nuova regione. Il chirurgo ti darà delle istruzioni postoperatorie cui dovrai attenerti nelle prime settimane per proteggere le unità follicolari. Queste dovrebbero rimanere intatte, ma in caso di traumi fisici o di significativo spostamento di innesti, non tentare di riposizionare le radici al loro posto.

È soggettivo, dato che sono svariati i fattori che contribuiscono al successo dell’operazione. Il timore è che dopo la procedura i capelli cadano. Un fattore fondamentale consiste nella causa sottesa alla caduta del capello. Perché il trapianto riesca è necessario soddisfare due condizioni: la prima è uno schema prevedibile di caduta del capello e la seconda è la stabilità. Nell’alopecia androgenetica maschile, nell’alopecia traumatica e in quella da trazione, le condizioni consistono nella stabilità e nella prevedibilità. Questi fattori insieme permettono ai chirurghi di individuare le unità follicolari resistenti alla caduta del capello e di trasferirle nelle regioni trattate, dove la sicurezza dello sviluppo dell’innesto e delle probabilità di sopravvivenza si stimano al 96%. Invece l’alopecia areata è una condizione che manca sia di stabilità sia di prevedibilità: il paziente che ne è affetto non costituisce quindi un candidato idoneo all’intervento. Un altro fattore ugualmente importante è la quantità di regioni donatrici presenti. Dato che il capello trapiantato non è sostituibile, bisogna avere sufficienti capelli a coprire le zone calve senza rovinare l’aspetto delle regioni donatrici. A seconda delle zone donatrici, alcuni casi di alopecia androgenetica, da trazione o traumatica risultano irreversibili coi trapianti a causa delle tristi condizioni delle regioni donatrici.

I trapianti FUE sono minimamente invasivi, nonché eseguiti in anestesia locale applicata sui siti riceventi e donatori. Salvo per l’iniziale puntura dell’iniezione, non si soffrono dolori né effetti collaterali. Dovessi soffrire di fobia degli aghi, un’opzione valida è la tecnica NFI: si tratta di un anestetico senza ago che elimina la puntura stessa per garantire una procedura completamente priva di dolore. Un sintomo prevalente è il disagio postoperatorio; il chirurgo ti darà degli antidolorifici e ti consiglierà su come usarli.

I trapianti in media sono procedimenti costituiti da molti passaggi, e possono durare dalle sei alle otto ore a seconda della progressione della calvizie, dell’area calva e della tecnica utilizzata. Le fasi più lunghe sono quelle dell’estrazione e delle incisioni, ciascuna delle quali dura dalle due alle tre ore. L’intervento non è ininterrotto. Ai pazienti viene concessa una pausa di venti minuti di riposo fra le fasi, per un pasto leggero. La procedura può essere eseguita in una sola giornata; per il giorno seguente si organizzano il lavaggio clinico e magari i trattamenti aggiuntivi che accentueranno i risultati.

La visibilità delle cicatrici dipende dalla tecnica per cui ha optato il paziente. I trapianti FUT sono la vecchia scuola del trapianto: i più invasivi e meno convenienti. Vista la procedura, ai pazienti rimane una visibile cicatrice dritta sulla zona donatrice. I trapianti FUE lasciano minuscole ferite sia sulla zona donatrice sia su quella ricevente, che però guariranno fino a sparire.

I pazienti diabetici sono idonei al trapianto. Che soffrano di diabete di tipo due o uno, devono prendere i farmaci adeguati e mantenere ai livelli normali gli zuccheri nel sangue. Il medico dovrebbe poi chiedergli il consenso, prima che decidano per il trapianto.

I trapianti FUE sono naturalmente efficaci; per mettere le cose nella giusta prospettiva, statisticamente il 70% delle unità follicolari trapiantate nella nuova regione sopravvive prima che gli innesti si colleghino alla fornitura diretta di sangue, per un risultato relativamente folto. Per individui specifici, il restante 30% costituisce il confine fra un successo ottimale e un risultato mediocre, a seconda delle condizioni e del caso di partenza. Trattamenti come l’OxyCure aumentano il tasso di sopravvivenza delle unità follicolari fino al 98%, con un impatto incredibile sui risultati. Procedure come la terapia PRP e il laser per i capelli, d’altra parte, possono non avere conseguenza decisive sulla sopravvivenza delle unità follicolari in fase di pre-vascolarizzazione, ma hanno un ottimo impatto sulle percentuali di sopravvivenza degli innesti in fase di post-rivascolarizzazione. A parte l’influenza sulla sopravvivenza, i trattamenti aggiuntivi ai trapianti impattano sulla velocità del ricovero, sulla riduzione delle infezioni e sul mantenimento della crescita.

Il numero minimo di unità follicolari trapiantabili è di 2.000 innesti e il massimo di 7.000. Ovviamente si tratta di mere stime; dipende tutto dalla proporzione fra zone calve e zone donatrici. A un paziente possono servire 7.000 innesti, o magari può semplicemente desiderarne 7.000 per avere una chioma più folta, ma la decisione finale spetta al chirurgo – decisione che dipende pesantemente dalle caratteristiche della calvizie e dalla possibilità delle regioni donatrici di sostenere la perdita di questi follicoli.

Dato che gli innesti vengono estratti dal cuoio capelluto del paziente, i capelli trapiantati crescono fino a mescolarsi, nella consistenza e nel colore, ai capelli rimanenti. Anche il design dell’attaccatura influenza l’autenticità dei risultati; affidati quindi a un chirurgo di alto livello, se vuoi avere un’attaccatura naturale. La permanenza dipende dalle condizioni della calvizie. L’alopecia androgenetica per esempio è caratterizzata da una sensibilità a mosaico alla caduta del capello. Perciò quando nelle zone calve vengono situate radici geneticamente resistenti alla caduta dei capelli, queste porteranno a una generazione del capello. Ugualmente, l’alopecia da trazione e quella traumatica richiedono l’estrazione di unità follicolari stabili e la loro ricollocazione nelle aree da trattare dove, analogamente, continueranno a crescere.

I pazienti possono riprendere le loro attività quotidiane subito dopo l’intervento, se vogliono, basta che abbiano l’approvazione dei chirurghi, che si astengano da attività fisiche pesanti e che seguano le istruzioni dei medici. Malgrado sia fondamentale tenere a mente che il periodo di guarigione varia da persona a persona, in media servono dai sette ai dieci giorni per guarire da gonfiori, irritazioni e altri sintomi, e un mese circa perché le ferite guariscano completamente.

Fino a un certo punto i risultati si affidano alle cure postoperatorie e alla guarigione. Sia l’alcol sia il tabacco hanno un impatto negativo sulla guarigione delle ferite, attraverso la restrizione dei vasi sanguigni e quindi la riduzione dell’apporto di ossigeno, elemento fondamentale per la produzione di energia e collegane che guariscono le ferite. Come si tiene sotto controllo il sanguinamento? Sanguinare è normale nei primi giorni postoperatori; generalmente non è grave e si manifesta come spotting. Sicuramente non è causa di preoccupazioni, e lo si può curare tramite una lieve pressione con garza sterile. La garza dev’essere usata con delicatezza e premuta senza grattare né irritare gli innesti.

Bisogna aspettarsi una caduta dei capelli dopo circa quattro settimane; di solito preoccupa i pazienti. È essenziale però ricordare che fa parte del processo naturale. La radice del capello, l’unica responsabile di generare crescita, resta vitale. I capelli caduti verranno sostituiti da altri più forti.

Dopo i trapianti ai pazienti viene dato un pacchetto postoperatorio inclusivo di svariati prodotti fondamentali per il ricovero: 1 – Una soluzione antimicrobica da applicare con una garza nelle regioni di spotting e nelle zone trattate per alleviare il sanguinamento e l’irritazione del cuoio capelluto. 2 – Uno spray disinfettante da usare due volte al giorno per tre giorni. Consigliamo di spruzzarlo su una garza invece che direttamente sulla pelle, altrimenti sarebbe necessario spalmare la soluzione, e rischiare quindi di staccare gli innesti. Lascia poi la garza sul posto dai trenta ai sessanta minuti. 3 – Un siero antinfiammatorio prescritto principalmente per minimizzare il rischio di infezione sul sito di estrazione, dato spesso la zona è ad alto rischio di entrare in contatto con i cuscini e l’ambiente circostante. 

Il gonfiore è un sintomo inevitabile della procedura. Ai pazienti vengono date fasce che comprimono la zona per evitare che si accentui. Anche dormire a un angolo di quarantacinque gradi e applicare del ghiaccio sulla fronte per quindici o venti minuti aiuta a far notare meno il problema. Solitamente il gonfiore scema dopo circa cinque giorni. Un trattamento aggiuntivo ai trapianti a cui i pazienti vengono ammessi immediatamente dopo l’intervento, la terapia OxyCure, costituisce un altro modo di eliminare il gonfiore fin da subito.

Le infezioni post-trapianto sono rare, ma restano comunque possibili. Astieniti dal toccare spesso il cuoio capelluto, assicurati di lavarti e sterilizzarti le mani prima di applicarvi unguenti e trattamenti. Evita l’esposizione alla polvere e alla sabbia per le due settimane seguenti all’intervento.

Il prurito è un tipico sintomo di guarigione che compare nel momento in cui le ferite hanno cominciato l’iniziale processo di chiusura. Evita di grattarti il cuoio capelluto: potresti danneggiare i follicoli. Promuovere la guarigione è l’approccio ideale per superare il sintomo. Attieniti alle istruzioni postoperatorie, lava con delicatezza la zona ricevente e quella donatrice per accelerare la caduta delle crosticine. Se il prurito raggiunge livelli insopportabili, consulta il chirurgo e chiedigli degli unguenti intorpidenti, come l’idrocortisone 1%, da applicare quotidianamente per una settimana.

L’attività fisica pesante è sconsigliata nelle due settimane successive all’intervento. La maggior parte dei pazienti torna alle proprie attività quotidiane subito dopo, ma noi consigliamo caldamente una pausa di due o tre giorni. Altri preferiscono prendersi una pausa di sette o dieci giorni, per aspettare che le croste siano cadute. Il nuoto, il jogging e qualsiasi attività che richieda uno sforzo dovrebbero venir evitati completamente nei dieci-quattordici giorni seguenti all’operazione.

Vera Clinic programma un lavaggio clinico all’indomani dell’intervento. In questa sessione degli infermieri utilizzeranno dei prodotti selezionati pensati per rimuovere dal sensibile cuoio capelluto del post-trapianto coaguli di sangue e croste. Dopodiché i pazienti dovranno mantenere da soli l’igiene del cuoio capelluto. Non applicarvi l’acqua direttamente dal soffione: la pressione potrebbe esser dannosa per gli innesti. Versala invece delicatamente da una tazza. Evita di usargli calore nelle prime due settimane – che si parli di fon o di luce solare diretta.

Consulti Online per i Trapianti

I consulti online per i trapianti servono a estendere le conoscenze senza confini geografici di sorta. I pazienti possono prenotare un consulto online con un medico specialista per porgli delle domande e discutere della propria eventuale idoneità all’intervento dalla comodità di casa. Le valutazioni si baseranno su foto fatte dai pazienti stessi.

Va’ alla pagina www.veraclinic.net/en/contact-us e scegli un’opzione di contatto; in un attimo un medico specialista sarà a tua disposizione.

Dato che la valutazione sarà virtuale, le foto devono essere il più autentiche e il più vicine possibile alla realtà. Scatta le foto del tuo cuoio capelluto dall’alto, dai lati, da dietro e dal davanti. Non usare il flash: può distorcere la foltezza dei capelli, delle regioni donatrici e delle zone affette da calvizie. Attenzione alla luce che scegli: opta per una fonte di luce cui potrai tornare nel caso in cui ti venissero richieste altre foto. 

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